MILANO, SALA SI RICANDIDA, DE CORATO: “UN FATTO È CHE È LA CITTÀ PIU’ INSICURA D’ITALIA, LO HA DETTO

Milano (07 dicembre 2020)- “Sala ha finalmente dichiarato pubblicamente che si ricandiderà alla carica di sindaco del capoluogo lombardo. Lo avevamo già capito tutti, anche se forse Zingaretti e il centrosinistra avevano finto il contrario. Questa decisione arriva anche dopo all’incontro di questa estate, l’11 agosto in Toscana, tra Sala e Beppe Grillo, dal quale il primo era uscito malconcio. Incontro con i tanto disprezzati M5S, non tanto per allargare la maggioranza perché di questo il primo cittadino milanese non ne aveva bisogno, ma per cercare altre prospettive”. Afferma così l’ex vice Sindaco di Milano ed assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale, Riccardo De Corato, in merito all’annuncio della ricandidatura di Giuseppe Sala a sindaco di Milano. Un fatto è che il capoluogo lombardo nella classifica del Sole 24 Ore pubblicata alla fine dello scorso anno e basata sui dati Istat, si era posizionato al 107° ed ultimo posto per quanto riguarda la sicurezza. Questi dati sono stati riconfermati dalla 22esima edizione della classifica annuale di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, secondo la quale Milano, per quanto riguarda la sicurezza, si posiziona 106esima, seguita solo da Rimini. La maggior parte dei reati, che avvengono anche in centro, ha luogo nelle periferie di Milano. Forse il primo cittadino non se lo ricorda, ma appartiene a lui la delega alle periferie. Nel capoluogo lombardo non c’è un luogo tanto insicuro e tanto tenuto male quanto, appunto, lo sono le periferie. Un fatto è che a Roma, Virginia Raggi, almeno ci prova ad allontanare i nomadi, mentre lui a Milano non fa nemmeno finta di tentare di risolvere le situazioni segnalate infinite volte dai residenti, come quella in via Vaiano Valle, dove nell’accampamento di nomadi irregolare è persino sorta una casa abusiva. Un fatto è che mentre da un lato il Comune di Milano ha regolarizzato 4 moschee (in via Padova, via Gonin, via Quaranta e via Maderna) ed ha previsto la costruzione di altre tre in via Esterle, via Novara e via Marignano, finge di non vedere le almeno altre 12 abusive, che operano in tranquillità, nonostante le lamentele dei residenti, ed alla luce del sole sul territorio comunale. Queste sono:

  • Istituto Culturale Islamico Onlus Viale Edoardo Jenner, 50

  • DITIB Moschea Via Vincenzo Toffetti, 27

  • Mosque Muslim Viale Marche, 40

  • COREIS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana Via Giuseppe Meda, 9

  • Casa della Cultura Islamica Onlus Via Padova, 144

  • Associazione Culturale Al Nur Italia Via Giacomo Carissimi, 19

  • Centro Islamico Dar al Quran Via Stadera, 18

  • Shahjalal Jame Mosjid Via Privata Giovanni Zambelli, 15

  • Corvetto MOSQUE Via Privata Passo Pordoi, 5

  • Bangladesh Islamic Centre- Culturale Centro Islamico Via Sibari, 11

  • مسجد Mosque Via Sabatino Lopez

  • Associazione culturale della fratellanza Gratosoglio Via Costantino Baroni Milano

Un altro fatto è che a Milano i centri sociali la fanno da padrone: continuano ad occupare spazi, anche comunali come avviene con il Lume, che si è stabilito negli ex depositi del Comune del verde all’interno dei giardini di Porta Venezia, fanno ogni tipo di manifestazione nella più totale illegalità e possono persino minacciare di morte il Presidente della Regione, come hanno fatto i Carc che hanno sede in via Tanaro 7. Inoltre, per la prima volta, è stato inserito in Giunta un rappresentante della sinistra radicale, come Paolo Limonta, che proviene dai centri sociali. Saranno felici della notizia della ricandidatura di Sala, non tanto i milanesi, - conclude De Corato- ma nomadi, extracomunitari, clandestini e centri sociali, i suoi grandi elettori!”


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