LOMBARDIA, DECRETO SICUREZZA, DE CORATO: “MENTRE GOVERNO APRE PORTI A CLANDESTINI, NELLA NOSTRA REG

Milano (04 dicembre 2020)- “Mentre il Governo apre i porti all’immaginazione con il d.l. 130/2020 che modifica i “decreti Salvini”, secondo i dati del Ministero della Giustizia il 45% dei detenuti nelle carceri Lombarde è straniero. Su 7.715 detenuti, 3.466 sono stranieri”.

Commenta così l’ex vice Sindaco di Milano ed Assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale, Riccardo De Corato, i dati del Ministero della Giustizia sulle Carceri Lombarde.

“A questi numeri vanno poi aggiunti i dati sulle scarcerazioni fatte in base alla legge 199 del 2010 “Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a un anno”.

In questo contesto la Lombardia risulta essere la prima regione d’Italia sia per numero di detenuti complessivi fatti uscire dagli istituti penitenziari grazie a questa legge, ovvero 4.724 pari al 16,5% dei 28.572 totali in Italia, sia per numero di stranieri che ne hanno beneficiato, 2.326 in Lombardia su 9.199 in tutta la Nazione, ovvero il 25,3% del totale. Nella nostra regione circa la metà dei beneficiari, il 49,2%, sono stranieri.

Nonostante scarcerazioni e benefici, il numero dei detenuti stranieri non vede mai un’inflessione, ma anzi, mentre a maggio scorso erano 3.182, a novembre, sei mesi dopo, hanno raggiunto quota 3.466, aumentando del 10%.

E’ sotto agli occhi di tutti come la delinquenza etnica sia parte della criminalità organizzata della nostra regione al punto che lo spaccio di droga, secondo i dati diffusi nella relazione annuale del Dipartimento Centrale dei Servizi Antidroga, vede un forte coinvolgimento degli immigrati. Si pensi che in Lombardia nel 2019 per reati connessi agli stupefacenti sono stati denunciati 246 stranieri ogni 100mila, vale a dire rispetto alla popolazione 1 ogni 400.

Bisogna essere in malafede per analizzare questi dati e non comprendere che l’immigrazione scriteriata e incontrollata porta a questi risultati.

La nostra Regione, evidentemente, paga il prezzo più caro rispetto ad altre. Il nostro capoluogo è sempre primo nelle classifiche della criminalità, questo vorrà pur dire qualcosa? Ciò che per ora è certo è la necessità di dover mandare “a casa” questo Governo e- conclude De Corato- di rimettere subito mano alle politiche migratorie: nemmeno in un anno, nonostante la pandemia, le coste italiane hanno visto triplicare gli arrivi rispetto all’anno precedente”.

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