LECCO, ARRESTATO TUNISINO LEGATO ALLA JIHAD, DE CORATO: “BASTA CON ESPULSIONI SOLO SULLA CARTA, SERV

(Milano, 26 settembre 2020) – “Ancora una volta la Digos ha arrestato in Lombardia, nel caso specifico in Brianza, un personaggio vicino all’area integralista islamica, fratello di un reclutatore dell’Isis. Il tunisino, pregiudicato, già espulso più volte dall’Italia e ricercato a livello europeo, è stato fermato perché è tornato a casa dalla madre, in provincia di Lecco. Per l’ennesima volta il fenomeno dei giovani immigrati che si radicalizzano e vengono arruolati dai movimenti terroristici riguarda la nostra regione. Secondo Orim-Eupolis sono quasi 120 mila gli stranieri irregolari sul territorio lombardo. Ma quanti sono ad oggi i clandestini presenti nella nostra regione con mandato di espulsione in mano? Quanti di questi vengono reclutati da criminalità e terrorismo? Il Governo deve agire e rimpatriare questi soggetti, non emettere dei semplici provvedimenti di espulsione che sono come acqua fresca per chi delinque”, dichiara Riccardo De Corato, assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale, commentando l’arresto in Brianza di un tunisino ritenuto vicino all’area integralista islamica.

“Anche il clandestino tunisino che ha ucciso il povero don Roberto Malgesini aveva ben 5 espulsioni alle spalle e avrebbe dovuto essere rimpatriato già nel 2014. Invece è rimasto in Italia, libero di circolare e di accoltellare a morte “il sacerdote degli ultimi””, conclude De Corato.

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