PIAZZA SAN BABILA, DE CORATO: “ANCORA BORSEGGIATRICI ROM RECIDIVE ARRESTATE. SGOMBERARE CAMPI NOMADI

Milano (15 settembre 2020)- “Ancora due romene borseggiatrici sono finite in manette ieri in via della Spiga a Milano. Ormai la città, dalla Stazione Centrale alle metropolitane alle vie del centro, è tenuta in scacco da queste delinquenti” commenta con queste parole l’ex vice Sindaco di Milano ed assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale, Riccardo De Corato l’arresto di due rom di 32 e 23 anni, una con precedenti e l’altra con divieto di dimora nella città, avvenuto nel pomeriggio di ieri dopo che avevano derubato una donna in piazza San Babila, a Milano.

“Anche questa volta il mio ringraziamento va alla Polizia di Stato, che è prontamente intervenuta con gli agenti in bicicletta dell'Ufficio prevenzione generale e con gli uomini delle Nibbio, il reparto in motocicletta. Si cominci a sgomberare i campi nomadi dalle quali queste due donne provenivano. Di sovente capita che durante i controlli delle forze dell’ordine all’interno di queste aree emerga merce rubata, cumuli di rifiuti mezzi incendiati per far sparire le prove di furti e criminali che le utilizzano come base dalla quale partire per effettuare i colpi. Oltre a questo, visto che troppo spesso delinquenti come quelle arrestate ieri, dopo il fermo tornano libere di compiere reati nel giro di poche ore, è necessario vengano rimpatriate. Il pacchetto sicurezza entrato in vigore il 2 gennaio scorso prevede infatti l'immediata espulsione del cittadino comunitario per motivi imperativi di pubblica sicurezza, nel caso in cui "la persona da allontanare, sia essa cittadino dell'Unione europea o familiare di cittadino dell'Unione europea che non abbia la cittadinanza di uno Stato membro, abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, effettiva e grave alla dignità umana o ai diritti fondamentali della persona ovvero all'incolumità pubblica, rendendo urgente l'allontanamento perchè la sua ulteriore permanenza sul territorio è incompatibile con la civile e sicura convivenza". Siccome, come dimostrato anche da questo caso, si tratta di malviventi recidivi che, nonostante siano già stati sorpresi in passato a compiere reati, continuano sulla strada dell’illegalità, è necessario – conclude De Corato- vengano rimpatriati con accompagnamento coattivo alla frontiera come fatto in passato da diverse Questure lombarde con delinquenti stranieri ritenuti pericolosi”.

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