8 MARZO, DE CORATO: DELLE MUSULMANE COME SANA CHEEMA NON NE PARLANO FEMMINISTE E CENTRI SOCIALI IN P

Oggi a Milano i centri sociali, organizzando una manifestazione “studentesca”, hanno anticipato la mobilitazione nazionale di domani , venerdì 8 marzo "festa della donna". Partiti da Porta Venezia questa mattina, i manifestanti che stanno percorrendo le strade di Milano sono “scesi in piazza”, fra le altre cose, come si legge sul sito del MiM (Milano in Movimento) “per ogni donna di ogni parte del mondo che lotta per la propria liberazione, per proteggere la propria terra e la propria vita” e “per non dimenticare il desiderio delle donne della Palestina di liberarsi dalle molteplici forme di oppressione che subiscono sistematicamente”. I Centri sociali e le femministe di sinistra che ogni giorno non perdono occasione per manifestare a favore dell’accoglienza e dell’immigrazione e che di fronte ad episodi come l'uccisione di Sana Cheema rimangono in silenzio, fingendo di non vedere ciò che comporta la Sharia islamica e la visione della donna come ammennicolo nel mondo musulmano, oggi scendono in campo per i diritti delle donne. Mentre, questa mattina, in piazza duomo vengono esposti slip di carta con l’invito ai preti a "restarne fuori", tematica seria ma che poco c’entra con la manifestazione odierna, e mentre tutto il mondo della sinistra si rivolta per un volantino fatto in occasione della festa delle donne dalla “Lega Salvini premier di Crotone”, fra i musulmani, che i radical chic, i centri sociali e il centro sinistra hanno accolto a braccia aperte, la donna continua ad essere sottomessa ed umiliata. Di episodi ce ne sono molti altri. Lo scorso anno abbiamo assistito, per fare alcuni esempi, prima ad un 23enne marocchino che aveva aggredito i soccorritori e gli agenti della polizia perché non voleva che la moglie incinta salisse in ambulanza con un equipaggio di uomini; poi ad un pachistano di 40 anni fermato per un controllo dalla Polizia Locale mentre si recava alla “festa del sacrificio” musulmana che ha insultato la vigilessa dicendole “sei una donna e non puoi darmi ordini”; Infine ad un altro musulmano che ha rivolto una frase agghiacciante ad un'infermiera dell’ospedale di Saronno che stava visitando la madre dell'uomo: “Abbassa lo sguardo quando parli con me, sei una donna”.

DOMANI FESTEGGERANNO ANCHE SALA, MAJORINO E SUMAYA?- Chissà se domani vedremo la consigliera del PD, Sumaya Abdel Qader, celebrare la festa della donna con i suoi “Fratelli Musulmani” e se Sala e Majorino, che accolgono a braccia aperte musulmani organizzando marce pro immigrazione e progettando di cospargere Milano di moschee, scenderanno in piazza per festeggiare le donne, sottomesse, umiliate e considerate come oggetti di proprietà dal mondo islamico.

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