ROGOREDO, DE CORATO: ALTRO SPACCIATORE MAROCCHINO ARRESTATO. OCCORRONO TELECAMERE E RECINTI!  INIZIA

Ennesimo spacciatore marocchino arrestato a Rogoredo. Il 36enne residente a Mantova, fermato dalla Polizia dopo un inseguimento avvenuto nella stazione ferroviaria, appunto, di Rogoredo, è stato trovato in possesso di 2,3 kg di cocaina nascosta sotto a degli indumenti in un sacchetto, oltre che di 5.400 euro in banconote da piccolo taglio. Disoccupato si manteneva spacciando e rifornendo il mercato della droga di Milano. Accusato di detenzione e trasporto di sostanza stupefacente ai fini di spaccio si trova a San Vittore, da dove mi auguro non esca nel giro di poche ore o giorni. Ebbene si, nonostante si parli della situazione emergenziale di Rogoredo da tempo, non si è ancora giunti ad una soluzione definitiva. Nel degrado più assoluto tossicodipendenti e spacciatori convivono indisturbati. Numerosi blitz delle forze dell’ordine, tante visite dell’area da parte del sindaco di Milano o dei suoi assessori. Progetti contro lo spaccio, come la pista di mountain bike dell’assessore Maran, sulla cui efficacia, sin da subito, ho espresso qualche dubbio. Altri progetti anti-spaccio decisi anche con la Prefettura, come la costruzione del muro alto quattro metri e lungo oltre 200mt immediatamente fuori dalla stazione ferroviaria, nel quale poco dopo già era comparso un buco per far continuare il via vai. Tutte iniziative che, come dimostrano le notizie di cronaca locale su arresti di spacciatori e aggressioni tra di loro nella zona, non sono state sufficienti ad affrontare in maniera esaustiva il problema. Lo scorso 9 gennaio, per far capire la gravità della situazione, un marocchino di 22 anni è stato addirittura quasi sgozzato da un pusher di 24. RECINTARE E VIDEOSORVEGLIARE CON CONTROL ROOM- L’unica soluzione, continuo a ripeterlo da diverso tempo, è recintare e videosorvegliare, con il posizionamento di una control room, la zona, proprio come aveva fatto il centro destra con le giunte Albertini e Moratti. Allora si era risolto il problema legato allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti all’interno di parchi e aree verdi, recintando, dove possibile, e videosorvegliando le zone, in taluni casi anche posizionando torrette di controllo all’interno degli stessi. Il Comune di Milano, dovrebbe prendere spunto da quanto fatto in passato dal centro destra per mettere la parola fine una volta per tutte a questo scempio. Il Parco delle Cave, il più grande parco urbano d’Italia, 1.350.000 m² tolti dalle mani di spacciatori e tossicodipendenti grazie al posizionamento di un sistema di videosorveglianza e della control room, torretta all’interno della quale ci sono schermi attraverso i quali è possibile, appunto, controllare quanto accade all’interno dell’area verde. Mentre all’ingresso, in via Bianca Milesi, è stata aperta in una ex scuola una stazione dei Carabinieri, così da garantire un maggiore presidio e controllo della zona. Il Parco delle Basiliche, 40 700 m², è stato recintato, con ingressi via Molino delle Armi, piazza della Vetra, via Vetere, via Santa Croce, e videosorvegliato. Anche Parco Sempione, 386 000 m², e Parco Alessandrini, 66.500 m², che si trova nello stesso municipio di quello di Rogoredo, ovvero il 4, sono stati recintati e videosorvegliati.

CONTROLLO TERRITORIO FF.OO E PL- A Rogoredo la situazione è emergenziale. Si tratta del punto di incontro di delinquenti e spacciatori di varie nazionalità che vendono droga senza sosta all’interno del boschetto. Oltre a recinzioni e videosorveglianza, con relativa control room, fondamentale per risolvere la situazione è anche il controllo continuativo del territorio da parte delle forze dell’ordine e della Polizia Locale.

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