ROGOREDO, DE CORATO: METTERE SUBITO RECINTI E TELECAMERE! POLIZIA E CARABINIERI  RIMANGONO UNICA PRE

Questa mattina un nordafricano di 25 anni è stato soccorso in via Sant'Arialdo, all'ingresso del 'boschetto della droga' di Rogoredo, a Milano, per un profondo taglio alla gola. Una delle ipotesi più accreditate è che l’aggressione rientri nel contesto dello spaccio.

Niente di sorprendente. Che nel boschetto di Rogoredo la situazione sia completamente fuori controllo, non è una novità. Nell’ultima settimana di controlli della polizia all’interno del boschetto il bilancio è di 4 arresti e di 210 grammi di eroina e 45 di cocaina sequestrati. Addirittura, uno dei quattro finiti in manette, un romeno di 32 anni, aveva allestito dentro dell’area un banchetto su cui vendeva le dosi, come un ambulate a un mercato comunale. I restanti tre sono un bulgaro, un italiano e un marocchino, tutti spacciatori trovati in possesso si droga. Ciò dimostra il fatto che ormai a Rogoredo la situazione è emergenziale. Si tratta del punto di incontro di delinquenti e spacciatori di varie nazionalità che vendono droga senza sosta all’interno del boschetto. L’episodio accaduto questa mattina, invece, dimostra quale sia il livello di sicurezza della zona nel quale i residenti sono costretti a vivere.

POLIZIA E CARABINIERI UNICA PRESENZA STATO NEL BOSCHETTO, SERVONO SOLUZIONI CONCRETE- Nonostante lo sforzo della Polizia e dei Carabinieri, unica presenza dello Stato nel boschetto, ai quali va il mio apprezzamento, la situazione rimane sempre la stessa. I progetti di Sala e della sua Giunta rimangono solo delle promesse fatte al vento. Certamente non si può affrontare una situazione simile con piste per mountain bike e Italia Nostra. Non sono misure sufficienti. Il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine e della Polizia Locale è l’unica soluzione. IL COMUNE PRENDA SPUNTO DA MISURE CDX-Mancando idee alla Giunta su come affrontare la problematica, suggerisco, ancora una volta, di copiare quanto fatto in passato dal centro destra. Con le Giunte Albertini e Moratti si era risolto il problema legato allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti all’interno di parchi e aree verdi, recintando, dove possibile, e videosorvegliando le zone, in taluni casi anche posizionando torrette di controllo all’interno degli stessi. Il Parco delle Cave, il più grande parco urbano d’Italia, 1.350.000 m² tolti dalle mani di spacciatori e tossicodipendenti grazie al posizionamento di un sistema di videosorveglianza e della torretta all’interno della quale ci sono schermi attraverso i quali è possibile, appunto, controllare quanto accade all’interno dell’area verde. Mentre all’ingresso, in via Bianca Milesi, è stata aperta in una ex scuola una stazione dei Carabinieri, così da garantire un maggiore presidio e controllo della zona. Il Parco delle Basiliche, 40 700 m², è stato recintato, con ingressi via Molino delle Armi, piazza della Vetra, via Vetere, via Santa Croce, e videosorvegliato. Anche Parco Sempione, 386 000 m², e Parco Alessandrini, 66.500 m², che si trova nello stesso municipio di quello di Rogoredo, ovvero il 4, sono stati recintati e videosorvegliati.

Insomma, visto che non esiste un presidio h24 dell’area o una rete di telecamere come quelle installate in altri parchi dal centro destra, siamo ai banchetti di spaccio come ai mercati comunali e al regolamento dei conti come nel far west. Il Comune, ancora una volta, in tutta questa vicenda latita e si limita, come suo solito, a fare proclami.

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