LODI, DE CORATO:  A FIRENZE  IN TOSCANA E EMILIA ROMAGNA A EXTRACOMUNITARI PER AVERE CASA CHIEDONO S

Siamo al paradosso! Un amministratore pubblico applica una legge dello Stato, e non un suo indirizzo politico o sua interpretazione delle norme, e viene invitato, da chi avrebbe il compito di rispettare e applicare le leggi, a cancellare quel paragrafo. Questo è quanto accade a Lodi. Nello specifico, a mettere sotto i riflettori e alla gogna il Sindaco del comune lombardo è stata la sua volontà di applicare a chi vuole usufruire di tariffe agevolate per mensa e scuolabus la norma prevista dall'articolo 3, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” approvato dal Governo Berlusconi. Lo stesso articolo introdotto da Regione Lombardia nel Regolamento del 4 agosto 2017 per l’assegnazione di servizi abitativi pubblici. Di fronte a tutto questo "rumore", quello che però stupisce è che la stessa legge è stata applicata anche da Regioni di sinistra, ben prima del sindaco di Lodi, nel silenzio più totale. La legge regionale della Toscana e dell'Emilia-Romagna prevede, infatti, che, nell'ambito dei contributi per l’affitto e l'assegnazione delle case popolari, non bisogna avere proprietà né in Italia né all'estero, norma utilizzata anche dallo stesso Comune di Firenze. Anche in queste Regioni va presentato l’ISEE e rendicontato se si hanno proprietà all’estero per l'assegnazione degli alloggi popolari. Mi chiedo perché nessuno del centro sinistra si sia stracciato le vesti ed abbia gridato allo scandalo e perché i vari governi Renzi, Gentiloni, Letta che si sono succeduti negli ultimi anni non abbiano mai abrogato la norma. Oggi, sarebbe meglio che, prima di urlare contro il capoluogo lombardo, si guardassero allo specchio. Mi auguro che il Sindaco di Lodi, Sara Casanova, faccia subito appello alla sentenza del Tribunale di Milano di ieri che obbliga il Comune a rivedere la delibera, perché ormai questa è diventata una battaglia di equità e giustizia sociale e i bambini non c'entrano niente. Inoltre, mi auguro anche che Regione Lombardia chieda ai Comuni che l’ISEE recepisca in toto la legge 445 art. 3 comma 4 al fine di mettere trasparenza nelle dichiarazioni degli extracomunitari

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