SICUREZZA, DE CORATO: 8° EDIZIONE GIORNATA SICUREZZA STRADALE. FOCUS SU INCIDENTALITA'  MOTOCICL

Questa mattina si è tenuta l’ottava edizione della giornata dedicata alla sicurezza stradale, durante la quale è stata posta l’attenzione sul grave problema dell’incidentalità stradale, con particolare focus sul coinvolgimento dei motociclisti negli incidenti. Si tratta di una problematica di grande attualità tanto che anche i programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a dimezzare i decessi causati da incidenti stradali con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili.

INCIDENTALITA’ IN CALO IN LOMBARDIA-In Lombardia, nel periodo 2001-2010, le vittime della strada si sono ridotte del 47,3%, più della media nazionale (-42,0%) e nel periodo 2010-2017 ci sono state ulteriori riduzioni: del 25,1% in Lombardia e del 17,9% a livello nazionale. Nello stesso decennio anche l’indice di mortalità sul territorio regionale è sceso da 1,4 a 1,3 deceduti ogni 100 incidenti a differenza di quello medio nazionale che è invece rimasto invariato ad 1,9. Nel 2017 si sono verificati in Lombardia oltre 32.000 incidenti stradali che hanno causato la morte di più di 400 persone e il ferimento di altre 45.000. Anche se si tratta di numeri molto importanti, rispetto al 2016 si è registrata una diminuzione sia del numero degli incidenti (-0,7%) che di quello dei feriti (-1,0%).

È necessario lavorare maggiormente, invece, sulla sicurezza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani). Nel 2017 infatti i deceduti in incidente stradale appartenenti a queste fasce è di poco superiore alla media nazionale, ovvero del 45,9% contro il 45,2%.

INDICE DI MORTALITA’ E GRAVITA’- Nelle strade della città metropolitana di Milano si è verificato il maggior numero di incidenti, anche se con un indice di mortalità e di gravità più basso, insieme alle strade monzesi e brianzole. Questi indici hanno invece valori superiori alla media regionale nelle strade sondriesi, mantovane e lodigiane. Sebbene poi, nel 2017, il maggior numero di incidenti si sia verificato sulle strade urbane, provocando oltre 200 morti e più di 33 mila feriti, rispetto all’anno precedente i sinistri sono diminuiti del 2,2% in ambito urbano ed aumentati invece dell’8,5% sulle autostrade e del 3,4% sulle strade extraurbane, dove si sono verificati gli incidenti più gravi. Da segnalare, come prevedibile peraltro, che sebbene oltre il 76% degli incidenti abbia avuto luogo tra le 8 e le 20, l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 22 e le 23 (3,4 morti ogni 100 incidenti) e tra le 3 e le 4 della notte (3,3), con valori superiori alla media giornaliera (1,3). Gli incidenti notturni infine si concentrano in particolar modo il venerdì e il sabato, con ben il 42,4% del totale, il 44,6% delle vittime e il 45,8% dei feriti. Nell’ambito dei comportamenti errati di guida le prime 3 cause di incidente sono, nell’ordine, la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di precedenza e la velocità troppo elevata.

COSTI SOCIALI- Un aspetto significativo e spesso trascurato sono i costi sociali degli incidenti stradali, che quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale con danni alle persone. Importi significativi che, nel 2017, sono stati oltre 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (287,8 euro pro capite) di cui quasi 2,9 miliardi di euro (288,5 euro pro capite) solo per la Lombardia con un’incidenza di poco meno del 17% sul totale nazionale.

FOCUS MOTOCICLISTI-Spostando il focus sulla categoria dei centauri, lo studio condotto ha evidenziato come il fenomeno degli incidenti stradali comporti conseguenze ancora molto gravi per i motociclisti: in particolare, nel triennio 2015-2017, si sono registrati mediamente più di 7.000 feriti e circa 95 decessi all’anno. Nel 2017 il numero di morti tra i motociclisti è stato in Lombardia pari al 26% del totale sull’intero territorio regionale, un dato che sottolinea quanto sia necessario intervenire con urgenza e maggiore efficacia sulle strade e sugli utenti. Il posto più a rischio è emerso essere quello del conducente: 270 motociclisti deceduti erano conducenti, mentre i passeggeri che hanno perso la vita sono stati 15. Oltre il 90% di chi è rimasto ferito era conducente. Per quanto riguarda la stima del costo sociale dei sinistri stradali relativa ai motociclisti, sempre nel triennio 2015-2017, risulta di poco superiore al miliardo e mezzo di euro, una fetta rilevante del totale dei costi sociali complessivi.

INCIDENTALITA’ MOTOCICLISTI- Tra le concause dell’incidentalità, per tale categoria vi sono, oltre alla distrazione alla guida, anche tutte le criticità legate alle infrastrutture e alla qualità della rete stradale nel suo complesso, che ovviamente sono diverse nelle differenti aree della regione. Nei capoluoghi provinciali di Bergamo, Como, Milano gli incidenti con motociclisti coinvolti superano il 25% del totale dei sinistri. In particolare, per il comune di Lecco si registra oltre il 33% di motociclisti morti, la percentuale più elevata nel rapporto tra i decessi totali e i decessi di motociclisti.

Oltre agli ambiti metropolitani, l’incidentalità motociclistica risulta più esposta e concentrata lungo i principali assi viari dei territori pedemontani. La visibilità negli incroci, le condizioni di deflusso veicolare, lo stato della pavimentazione sono solo alcuni dei fattori importanti per una mobilità sicura: i nuovi dispositivi di bordo e l’interazione con le infrastrutture daranno sicuramente una mano ad incrementare la sicurezza dei motociclisti.

REGIONE LOMBARDIA IN PRIMA LINEA PER CONTRASTO FATTORI RISCHIO CATEGORIE UTENZA “DEBOLI”- Dietro l’aridità dei numeri, non dobbiamo dimenticare che si celano drammi umani che segnano le persone anche per tutta la vita; per questo la riduzione dell’incidentalità stradale deve essere sempre tra gli obiettivi principali che tutti noi dobbiamo porci.

In questo, Regione Lombardia ha sempre cercato, con le risorse disponibili, di sostenere le Amministrazioni locali attraverso bandi per il cofinanziamento di interventi infrastrutturali per il contrasto dei fattori di rischio a cui sono esposte le categorie di utenza cosiddette “deboli”, tra le quali va annoverata senz’altro anche quella dei motociclisti.

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