CORTE COSTITUZIONALE DA RAGIONE A REGIONE LOMBARDIA, DE CORATO: RENZI GIUDICAVA INCOSTITUZIONALE FOR

La Corte Costituzionale ha dato ragione a Regione Lombardia per quanto riguarda il giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 6, comma 3, della legge della Regione Lombardia 6 novembre 2017, n. 24 (Interventi regionali di aiuto e assistenza alle vittime del terrorismo e di informazione, formazione e ricerca per conoscere e prevenire i processi di radicalizzazione violenta). Queste misure prevedevano azioni coordinate tra istituzioni, soggetti non profit, associazioni, istituzioni scolastiche e formative per favorire la cooperazione attiva tra la categoria professionale degli interpreti e traduttori e le forze di polizia locale ed altri organismi, allo scopo di intensificare l’attività di prevenzione nei confronti dei soggetti ritenuti vicini al mondo dell’estremismo e della radicalizzazione attribuibili a qualsiasi organizzazione terroristica.

“Secondo il Presidente del Consiglio del tempo Matteo Renzi l’attuazione di queste iniziative avrebbe costituito una scelta di politica criminale, generando un’interferenza con la disciplina statale di prevenzione e repressione dei reati denunciando incostituzionale la legge regionale.In realtà la normativa in cui si colloca la disposizione censurata ha per scopo l’assistenza ai familiari delle vittime di atti terroristici e la contestuale organizzazione di attività di informazione, formazione e ricerca volte alla conoscenza dei fenomeni di radicalizzazione violenta.

Si tratta pertanto di un intervento normativo volto al perseguimento di obiettivi di contrasto alla radicalizzazione, mediante la conoscenza, la diffusione e l’approfondimento, in ambiti diversi, delle regole di ordinata e pacifica convivenza civile, avuto riguardo al diffondersi di forme di estremismo che nei tempi più recenti ha contraddistinto la realtà territoriale di quella Regione. È noto, al riguardo, che anche in altre realtà locali si annoverano analoghe iniziative – non necessariamente adottate mediante il ricorso a specifici interventi legislativi – che per il perseguimento di tali obiettivi prevedono, fra l’altro, forme di promozione della cultura della legalità nelle scuole, programmi di integrazione fra diverse realtà sociali ed etniche nei vari ambienti formativi ed assistenziali, nonché la creazione di organismi consultivi destinati allo studio, al monitoraggio o all’analisi di determinati fenomeni criminosi. La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale.”

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