LOCATE DI TRIULZI- LANDRIANO, DE CORATO: ALTRO  MAROCCHINO AI DOMICILIARI NON SI FERMA ALL’ALT DEI C

Continuano gli inseguimenti automobilistici. Questa volta, diversamente dalle precedenti, il tutto è successo tra Locate Di Triulzi, in provincia di Milano, e Landriano, in provincia di Pavia. Mercoledì sera un 39enne marocchino non si è fermato all’alt dei Carabinieri di Pieve Emanuele cominciando la fuga per chilometri. L’uomo, che doveva trovarsi ai domiciliari a Rozzano, si è schiantato contro alla recinzione di un’abitazione ed è finito in manette con l’accusa di evasione e resistenza a pubblico ufficiale. Il Marocco, secondo al rapporto di Orim e Polis Lombardia, è il secondo Paese di provenienza degli stranieri residenti nella regione, 1.153.835 totali, che conta, infatti, 93.763 marocchini, che nel Capoluogo lombardo e provincia, diventano 19.079. Oltre a questi, si stima siano 11mila gli irregolari. Inoltre, in confronto ad altre comunità presenti nella regione, l’indicatore del numero delle segnalazioni di delitti compiuti da marocchini per mille residenti è particolarmente alto, ovvero del 102,4 ‰. Il mese scorso, a Milano e Trezzano, l’8 ottobre due minorenni rumeni a bordo di un’auto rubata a Como sono stati intercettati in zona Comasina dove, non fermandosi all’alt delle forze dell’ordine, hanno innescato un inseguimento fino a via Friuli, dove hanno perso il controllo della vettura e si sono schiantati; il 12 ottobre, due ladri, uno dei quali minorenne, residenti al campo rom di Muggiano, dopo essere stati sorpresi a rubare hanno cominciato a scappare in auto a Trezzano sul Naviglio, arrivando addirittura a speronare l’auto dei carabinieri; il 17 ottobre il terzo inseguimento tra la polizia e due stranieri, un tunisino e un albanese, quest’ultimo con numerosi precedenti penali, tra via Chiesa Rossa e Milanofiori. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un uomo che, senza alcun rispetto per le persone e la città che lo ospita, ha messo in serio pericolo la sicurezza dei cittadini e degli altri utenti della strada. Le forze dell’ordine hanno fatto un ottimo lavoro, tuttavia viene spontaneo chiedersi perché lui, come molti altri delinquenti stranieri con precedenti, fosse ancora libero di girare sul nostro territorio. Queste persone che vengono in Italia a compiere reati lo fanno consapevoli del fatto che non gli accadrà mai niente, se non, al massimo, qualche ora o giorno di galera. Serve la certezza della pena! Non che, una volta arrestati, vengano immediatamente rilasciati. Gli stranieri, per lo più irregolari, che vengono arrestati per la seconda volta, dopo aver scontato la pena, vengano rimpatriati nei loro paesi di origine.

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