ROGOREDO, DE CORATO: SALA PRO-CANNABIS CHIEDE AIUTO PER IL "IL BOSCHETTO". LO  RECINTI E V

Ultimo fra i milanesi, oggi, Sala si è accorto del “problema Rogoredo”. Sempre oggi, il sindaco di Milano, mentre chiedeva aiuto a Salvini “per avere un presidio costante" in quella zona, si è dichiarato non contrario alla legalizzazione delle droghe leggere. Certo, le due cose insieme stonano. Forse si è reso conto anche lui del fatto che dopo i blitz durati qualche ora, ogni volta è sempre tornato tutto come prima. Da tempo sottolineo le problematiche del boschetto della droga e ripeto che sono necessari interventi concreti per contrastare lo spaccio. Proprio per questo, come Assessore alla Sicurezza, Polizia Locale ed Immigrazione ho voluto far inserire nel patto sulla sicurezza, che presto firmeremo con il Ministero dell'Interno, alcune misure necessarie per contrastare il degrado della zona come: telecamere, presidi fisso h24 delle forze dell’ordine e body cam ai vigili che pattugliano la zona. Anziché concentrare 40 uomini in più a Rogoredo, sapendo che Milano è piena di situazioni critiche dovute alla sua politica buonista e incurate della sicurezza dei cittadini, sarebbe utile oltre alle misure già inserite nel patto, un intervento strutturale come, potrebbe essere, la realizzazione di un recinto intorno alla zona e la pulizia della stessa dagli ailanti, le piante cresciute spontaneamente all’interno dell’area verde, rifugio di spacciatori e tossici in modo da consentire un migliore controllo da parte delle forze dell’ordine. Come Regione Lombardia siamo pronti a fare la nostra parte, Salvini , attraverso il “Patto per l’attuazione della sicurezza urbana”, si è impegnato concretamente, che Sala, adesso, non si limiti ad invocare l’intervento del Ministro dell’interno, per avere più uomini, quando lui potrebbe intervenire concretamente con, ad esempio, appunto, il posizionamento di una recinzione. 40 uomini in più, infatti, servono solo se accompagnati da telecamere. Prenda spunto da quanto fatto quando ero vice Sindaco dal centro destra con il parco delle Cave e con parchi delle Basiliche, Alessandrini, Sempione. Il primo, il più grande parco urbano d’Italia, videosorvegliato con anche la control room, una torretta all’interno della quale ci sono schermi attraverso i quali è possibile, appunto, controllare quanto accade all’interno dell’area verde. Gli ultimi tre, invece, oltre a telecamere e control room, anche recintati.

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