CASO BATTISTI, DE CORATO: LA MILANO CHE NON SI ARRESE AL TERRORISMO DI SINISTRA SPERA CHE TORNI IN M

Dopo che Jair Bolsonaro ha stravinto nelle elezioni presidenziali brasiliane, Milano torna a sperare di poter vedere finalmente in galera il pluriomicida Cesare Battisti dei Pac(Proletari Armati per il Comunismo), latitante ormai da decenni, che negli anni settanta si era macchiato le mani con il sangue di 2 milanesi: il gioielliere Pierluigi Torregiani, il cui figlio Alberto è rimasto paralizzato nello scontro a fuoco, e l’agente della Digos Andrea Campagna.

Ora il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, chieda con forza a Bolsonaro il rispetto della sua promessa elettorale, ottenendo l’estradizione di Cesare Battisti in Italia. Bisogna fare questo nel minor tempo possibile, prima che il latitante comunista possa darsi nuovamente alla fuga continuando a rimanere impunito nonostante la sua condanna definitiva per ben 4 omicidi.

Nonostante Milano sia una delle città maggiormente colpite dall’odio cieco e dalla furia omicida di Battisti, il sindaco Sala non dice una parola, e passa il suo tempo a preoccuparsi di impedire il ricordo dei morti al “Campo X”, anziché chiedere giustizia per Milano. Da lui, dopo le sentenze assolutorie della Magistratura, ci saremmo aspettati un atteggiamento differente.

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