NOMADI, DE CORATO: BAMBINA ROM DI TRE ANNI SEQUESTRATA A MILANO PER COSTRINGERE MADRE A CERCARE DENA

Gli "intoccabili" campi rom milanesi, già luogo dove nascondere la refurtiva, diventano posti dove poter nascondere anche una bambina sequestrata per costringere la madre a borseggiare turisti, a Venezia, per ripagare il debito del marito. Tutti i protagonisti della vicenda sono rom di origine bosniaca, come la madre e parte dei 5 rapitori, o serba. Ennesimo episodio che conferma come, all’interno di questi luoghi, senza gli adeguati controlli sia possibile compiere qualsiasi illegalità. Senza un censimento, grazie al quale è possibile sapere chi sono le persone che vivono sul nostro territorio, non c’è da meravigliarsi di fronte ad episodi come questo. E non ci meraviglia neanche il fatto che adesso i responsabili, che graviterebbero in campi nomadi tra Roma e Milano risultino irreperibili. Serve una mappatura che chiarisca il quadro della situazione. Nonostante ciò, però, il centro sinistra continua a dichiararsi, senza validi motivi ma solo per partito preso, contrario. Come Sala, che il 18 maggio dichiarava linea dura sulla questione e poche settimane dopo, a inizio luglio, in occasione dell’approvazione da parte del Consiglio regionale della Lombardia di una mozione che chiedeva di attuare un censimento di campi rom e sinti su base regionale, affermava invece che gli “sembra molto sbagliata” e credeva “che stiamo spostando la discussione su temi che non sono prioritari”.

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