MOSCHEA FAA' DI BRUNO, DE CORATO: RESIDENTI ESASPERATI APPENDONO SUI CANCELLI DEL CENTRO ISLAMIC

Da anni i residenti in via Faa’ di Bruno e via Cosenza denunciano la moschea abusiva sorta negli scantinati dell’edificio all’angolo. Il 22 marzo il Comune ha notificato un’ordinanza avente ad oggetto “via Faa’ di Bruno14-ordine di rimessa in pristino dei locali censiti al catasto a laboratorio” da effettuarsi entro 90 giorni dalla notificazione, quindi entro il 22 di giugno. Non contenti gli esponenti della comunità islamica hanno fatto ricorso al Tar per cercare di fermare l’intervento dell’Amministrazione. Purtroppo per loro, però, anche il Tar, lo scorso 14 giugno, ha dato ragione ai cittadini: entro il 22 giugno il sottoscala adibito a moschea doveva essere smantellato. Oggi, a distanza di quasi una settimana dalla scadenza del termine imposto, i residenti, esasperati, hanno protestato appendendo ai cancelli del palazzo i tricolori italiani e una bacheca sulla quale è stata riportata la sentenza del Tar e la richiesta dei condomini di farla rispettare. Ancora una volta il Comune “non è pervenuto”. Ma cosa aspetta ad intervenire? Non è sufficiente che prima proprio gli uffici tecnici comunali, per ben due volte, e poi anche il tar, abbiano riconosciuto che la moschea è abusiva e deve essere smantellata? Perché si continua a lasciare i milanesi soli di fronte a queste situazioni? E’ vergognoso! Sala e la Scavuzzo provvedano immediatamente a riportare la legalità, facendo rispettare la legge! Lo dichiara Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia.

“Condivido pienamente questa protesta -dichiara il presidente della commissione sicurezza del Municipio 4, Francesco Rocca-, anche perché ormai sono due anni che i residenti hanno perso la tranquillità. Non è normale avere sotto casa una moschea abusiva! Non denunciamo la situazione perché si tratta di una moschea, ma perché è sorta abusivamente negli scantinati di un palazzo che risultano al catasto come laboratori e non sono decisamente adeguati, dal punto di vista della sicurezza, ad ospitare tutte le persone che si recano lì a pregare. Parliamo di circa 300 persone che la frequentano e che, mentre durante la settimana si sparpagliano durante la giornata creando un gran “via vai”, al venerdì vanno a pregare “in massa””.

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