CENTRI MASSAGGI CINESI, DE CORATO: “TUTTI CHIUSI A CREMONA, VOGLIAMO STESSE VERIFICHE IN LOMBARDIA E

Questa settimana un’operazione in sinergia tra Questura Cremona, Polizia Locale e Ats Valpadana ha portato alla chiusura di nove centri massaggi cinesi. Invece di concentrarsi sulla contestazione penale al gestore, si è proceduto con ispezioni amministrative, che hanno accertato violazioni delle condizioni igienico sanitarie e svolgimento di attività professionali per le quali mancava l’autorizzazione.

Cosa si aspetta per mettere in campo la stessa sinergia anche a Milano, dove è boom di queste attività che nascondono un giro di prostituzione, sfruttamento e riduzione in schiavitù?

Nelle perquisizioni a Cremona, avvenute in contemporanea in tutti e nove gli esercizi, sono stati impegnati cinquanta tra agenti di polizia di stato e locale e personale dell’Ats; una quindicina le persone coinvolte nel blitz, tutti cinesi. Il Comune ha poi provveduto con una ordinanza a decretare la decadenza della SCIA: per un’eventuale riapertura i gestori dovranno quindi uniformarsi al nuovo regolamento regionale, approvato e modificato su mia proposta: si riferisce a tutti quei centri in cui si effettuano trattamenti spesso difficili da identificare e includere nella sfera legislativa dell’estetica. La Regione, con la modifica della legge 3/2012, ha infatti previsto una diversa disciplina per tali centri, impegnandosi ad emanare apposito regolamento per i requisiti igienici-sanitari necessari per avviare l’attività così come avviene per i centri estetici e centri benessere soggetti alla legge 1/90. In sostanza, per aprire un centro massaggio, escluso dalla disciplina della legge 1/90, non sarà sufficiente inviare una SCIA allo Sportello unico attività produttive del Comune, ma occorrerà anche compilare e attuare un protocollo di disinfezione, sanificazione e sterilizzazione di materiali, arredi e locali e dimostrare la corretta gestione dei rifiuti prodotti. In modo inequivocabile ai centri massaggi sarà vietato utilizzare attrezzature, apparecchi, utensili e taglienti monouso, nonché lampade abbronzanti.

Nota dolente anche per i clienti: dovranno firmare un modulo (consenso informato) dichiarando i propri dati anagrafici, il trattamento ricevuto e i prodotti cosmetici utilizzati, onde evitare rischi di reazioni allergiche.

Lo dichiara Riccardo De Corato, Assessore regionale a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale

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