STUPRO VIA CHOPIN, DE CORATO: CHE CI FACEVA QUI COLOMBIANO? NON C'E' GUERRA NEL SUO PAESE. O

“Cosa ci faceva a Milano il colombiano accusato di stupro per la violenza in via Chopin? C'è la guerra in Colombia? Non mi risulta. E' un rifugiato? Un profugo? Il centrosinistra, al Comune come al Governo, per anni ha continuato ad accogliere tutti e quindi a riempirci anche di delinquenti, che poi ci ritroviamo nelle periferie. Così “due giovani studenti hanno subito una violenza che faranno fatica a dimenticare. Una ferita per tutta la città di Milano", ha detto il procuratore aggiunto di Milano, Maria Grazia

Mannella.

Adesso al 25enne colombiano venga dato il massimo della pena: sia per lo stupro della 23enne, sia per il pestaggio del fidanzato che ha cercato di difenderla, sia per la rapina. Non ci devono essere sconti e, una volta condannato, deve stare in galera per tutto il tempo.

Dopodiché, scontata la pena fino all'ultimo giorno, deve essere rispedito a casa sua. Non vogliamo qui immigrati che delinquono, stuprano, rapinano... E non abbiamo bisogno dei buonisti del centrosinistra che ci dicano che qui c'è posto per tutti, che dobbiamo accogliere chi arriva e che dobbiamo integrare. E' questa la gente che dobbiamo integrare? No grazie, il colombiano se ne torni nel suo Paese.

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